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Liceo ad Asrama – Primo plesso quasi terminato

Per le feste di Natale 2019 abbiamo iniziato la raccolta fondi per la ricostruzione del liceo di Asrama (qui i dettagli). Si tratta di un insieme di 4 plessi, ognuno di 3 aule, per un costo totale di 100.000 euro, cioè 25.000 per plesso, capaci di ospitare circa 1.200 ragazzi tra scuole medie e superiori, il quale porterà istruzione e anche benefici economici sul territorio, sia durante la realizzazione, che successivamente.

La raccolta fondi ha dato fin da subito un enorme risposta e in questo momento non possiamo fare altro che ringraziare chi ci ha aiutato fino ad oggi.

I lavori di costruzione quindi erano già potuti partire alla fine del 2019 e questo ci ha dato molta speranza. Pensavamo si potesse arrivare a terminare uno dei 4 plessi entro la fine dell’anno scolastico in modo da permettere agli studenti di poter fare gli esami già nella nuova struttura.

Ma poi è arrivato questo nemico invisibile, che ha fermato le nostre vite e anche tutte le attività in programma della nostra associazione che ci avrebbero permesso davvero di concludere il primo edificio entro Giugno.

Non possiamo negare di aver pensato di non riuscire più a portare a termine l’opera e lo sconforto ci ha un po’ raggiunto.

Ma poi la bellissima sorpresa: voi non avete smesso di sostenerci! Altre donazioni sono arrivate, anche molto cospicue, perché i nostri progetti in Togo sono ormai entrati nel cuore di tanti amici e conoscenti i quali non ci hanno fatto mancare il loro sostegno anche in questo momento di grande difficoltà. Ciò ci ha permesso di continuare il primo dei 4 plessi.

Ed ecco oggi lo stato dei lavori: il primo plesso è quasi concluso!

Ormai mancano solo più 1.500 euro per le ultime rifiniture e finalmente i ragazzi di Asrama potranno sostenere i loro esami in una struttura nuova e sicura.

Solo voi potete renderlo possibile!

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Altrimenti puoi effettuare un bonifico sul nostro C/C bancario:

Intestazione: TENGO AL TOGO

IBAN: IT43V0306967684510749157510

Ecco anche un video che rende ancor meglio l’idea di quanto i lavori sono a buon punto.

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L’anno che verrà

Dal 2020 inizia una nuova fase per l'associazione Tengo al Togo

Il 2019, che ormai volge al termine, è stato un anno di grandi traguardi che hanno permesso, alla chiusura dei festeggiamenti per i 10 anni in Togo, di migliorare di molto le condizioni di vita degli abitanti dei villaggi dove operiamo.

Chi ci segue ha già avuto un piccolo assaggio, in questi giorni prima delle feste, dei nuovi obiettivi che l’associazione si sta ponendo in ambito sanitario e scolastico.

Proprio in occasione di augurarvi buone feste, vogliamo rendervi noti i progetti che insieme andremo a sostenere insieme.

In ambito sanitario continuerà il progetto igiene con i controlli annuali da parte di nostri volontari con a capo Anna e la fornitura di sapone, mensilmente, nelle 28 scuole in cui operiamo. Insieme a ciò, continuerà la fornitura di farmaci e il pagamento del salario del personale sanitario del Centro Medico da dove tutto è iniziato.

In ambito scolastico, oltre al sostegno del bibliotecario e la gestione della biblioteca, grazie a rifornimenti continui di libri e materiale scolastico, è iniziata, proprio durante l’ultimo viaggio di Ciro, la costruzione del liceo nel cantone di Asrama.

E proprio qua che tutte le forze dell’associazione si metteranno in gioco per riuscire, nei prossimi anni, a portare a termine un progetto di grandi dimensioni come di immensa importanza.

Per questo motivo stiamo creando una nuova brochure (per il momento abbozzata) e verrà creato un video che presenterà questo nuovo progetto e la nostra associazione durante gli incontri che avremo nelle scuole e agli eventi che prenderemo parte. Oltre a questo, verranno creati nuovi cartelloni.

Vista l’importanza del progetto si è deciso di farsi aiutare da esperti del settore, che in questo momento stiamo cercando.

Se qualcuno dei nostri sostenitori lo fosse e volesse darci una mano, ci può contattare sulla nostra e-mail ( tengoaltogo@libero.it ) o sul cellulare di Ciro ( +39 347 37 40 849 ).

Detto questo, clicca qui per avere tutte le informazioni sul nuovo progetto del liceo. All’interno di quella pagina troverai tutte le info per poterci fare un regalo di Natale e se già le conosci, potrai farci una piccola donazione libera direttamente qua sotto.

 

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Parole in circolo sull’ultimo campo d’animazione, cuore del nostro progetto

“La verità è sempre partire. Restare è una bugia, un inganno, la costruzione di un muro che ci separa dal mondo”. La verità è che ci sono luoghi che sono come domande, più li vivi e più ti accorgi di non aver capito nulla, gli interrogativi aumentano e non si può far altro che cercare risposte che, forse, non arriveranno mai.

Dev’essere per questo che alcuni viaggi non finiscono, perché sono avventure senza tempo. Quello di Tengo al Togo, ad esempio, è un viaggio che dura da undici anni. È il viaggio di Ciro e Anna nel cuore della foresta africana, un’esperienza di servizio che è nata dalla necessità di far fronte a un dolore immenso e che cresce con la voglia realizzare piccoli ma concreti progetti di solidarietà a favore della popolazione della foresta d’Asrama.

L’avventura si è conclusa il 4 settembre, dopo quasi tre intense settimane, e vi hanno preso parte, oltre ad Anna, Ciro, Edoardo e Simone (i quali si sono occupati del progetto sanitario e di cui abbiamo parlato nella prima parte del racconto) altri giovani volontari: Claudia Lussiatti, massofisioterapista e scout di Sant’Ambrogio, la logopedista rostese Silvia Zaccaria, Paolo Combetto e il dott. in Scienze Forestali Nicolò Anselmetto, studenti universitari di Chianocco, e chi ora scrive, Alessia Taglianetti, giornalista e studentessa universitaria di Rosta. 

Insieme abbiamo organizzato tante attività e abbiamo trascorso la maggior parte del tempo con i bambini: “Sono rimasta molto colpita dalla loro gioia di vederci e stare insieme, dal primo giorno ci hanno reso parte della comunità coinvolgendoci in giochi e danze tipiche – ha raccontato ClaudiaTengo al Togo abbraccia tutta la popolazione dei villaggi di Asrama, partendo dall’assistenza sanitaria fino ad arrivare ai progetti scolastici che, a mio parere, sono necessari per crescere ragazzi liberi e capaci di scegliere, il tutto anche grazie ai campi d’animazione che danno loro un’occasione di formazione ma anche di completa spensieratezza”.

Una leggerezza tutt’altro che scontata, in un luogo dove i bambini hanno tanti doveri ma ben pochi diritti, dov’è normale vedere un bambino di cinque anni accudire il fratello più piccolo e portarlo a spalle in giro per il villaggio. Bambini che, sin dalla tenera età, si trovano costretti a lavorare nei campi o nelle attività di famiglia e che quindi, fatta eccezione per i pochi giorni in cui si svolgono i campi d’animazione, non vedono mai rispettato (e probabilmente neppure conoscono) il loro diritto all’infanzia, al gioco, al vivere la loro età senza diventare adulti con troppo anticipo.

“Insieme abbiamo cantato, danzato e imparato la canzone scritta dai bambini della scuola primaria di Condove, tradotta anche in francese e in Ewe – ha spiegato SilviaCredo che la disparità tra il nostro mondo e quello africano sia inaccettabile, dunque è doveroso fornire gli strumenti per poter vivere in condizioni dignitose, senza dover lottare quotidianamente per sopravvivere. Inoltre venire a contatto con la cultura africana è un’opportunità di crescita personale, preziosa anche per comprendere e accogliere nel miglior modo possibile coloro che, dopo un viaggio estenuante tra deserto e Mar Mediterraneo, arrivano nei nostri paesi”.

 

L’esperienza in Togo, infatti, ci ha anche dato occasione di costruire un dialogo con alcuni giovani della foresta d’Asrama, i quali ci hanno raccontato il loro quotidiano, una vita colma di tradizioni e momenti di condivisione, ma altrettanto carica di contraddizioni. “È stata un’immersione nei ritmi e nella cultura togolese, un continuo scambio di conoscenze – ha aggiunto PaoloFare volontariato in Africa è un’esperienza talmente illuminante e rigenerante che credo sia più importante per noi, piuttosto che per loro, ma al contempo credo che anche i piccoli aiuti che possiamo portare siano l’unico metodo efficace per combattere la disparità crescente nel mondo, che ho percepito prevalentemente grazie al dialogo con i nostri coetanei, pieni di speranza ma anche di interrogativi: fanno domande taglienti che riuscirebbero a far vergognare chiunque per il semplice fatto di essere europeo”.

 

È difficile da spiegare, ma il volontariato in Africa è forse l’unico strumento che abbiamo per provare a comprendere come gira il mondo: “È un’esperienza profonda e necessaria, ci si deve spogliare di molti pregiudizi, provando a cambiare punto di vista, perché non ci sono molte altre opzioni per vivere la vita dei nostri tempi – ha dichiarato NicolòI nostri confini, i nostri orizzonti, oramai non coincidono più con la Sacra di San Michele come poteva essere 60 anni fa, ma nemmeno solo più con l’Italia o con l’Europa. Il mondo di oggi è globalizzato e, nel bene o nel male, conoscerlo è indispensabile per viverlo”.

Alle considerazioni sul mondo, però, si affiancano sempre momenti di intima riflessione: “Una delle esperienze più forti è stata la visita a Casa Francesco, la tappa fissa che ci ha permesso di tornare al punto di partenza, alla scintilla che ha fatto nascere tutto quanto, quel seme che ha portato alla crescita di Tengo al Togo – ha concluso NicolòQuest’anno è stato particolarmente importante perché era presente anche Anna”.

Qualcuno scrisse che nei viaggi ci sono istanti che sono aperture verso il futuro, altri che sono ricordi, ritorni al passato: questa è l’Africa che abbiamo imparato a conoscere, un luogo in cui passato e futuro si mescolano e danno vita a una condivisione senza tempo, dove per essere amico di un bambino basta porgere la mano e abbracciare con dolcezza, e dove non importa il peso degli anni che ti porti addosso, porterai sempre a casa qualche domanda in più.

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Ultime novità nel centro sanitario della foresta d’Asrama

In un luogo in cui la sanità ha un costo inarrivabile per la maggior parte della popolazione, la più piccola donazione ha un valore inestimabile, il più piccolo gesto fa la differenza. Quest’estate, durante l’ultimo viaggio, abbiamo portato avanti un progetto nato otto anni fa: stiamo parlando del progetto sull’ipertensione, sostenuto nel tempo anche grazie al dottor Marco Canavoso e alla Farma Onlus che, oltre ai farmaci di prima necessità, donano ogni anno ipertensivi.

Continua il lavoro di cura e prevenzione per le mamme in gravidanza grazie all’ecografo donato da una società di apparecchi elettromedicali tramite Luigi Forgia, così come il lavoro sulle parassitosi intestinali dei bambini e il progetto di igiene che promuove tra i più piccoli la buona abitudine del lavaggio delle mani.

A breve partirà un progetto sulla promozione della salute materno-infantile sostenuto dal vescovo Alfonso Badini Confalonieri. Significativa anche la realizzazione della fornitura d’acqua per la scuola dell’infanzia, un’opera di canalizzazione che porterà l’acqua direttamente dal pozzo alle scuole.

L’ultimo viaggio, vissuto tra il 18 agosto e il 4 settembre, ha anche dato occasione di consegnare al CMS di Asrama un elettrocardiografo, un sostegno enorme per il personale che, abitualmente, lavora senza il supporto delle più basiche tecnologie.

Ad accompagnare Anna e Ciro nel difficile compito di gestione del progetto sanitario due giovani volontari: Edoardo Vai e Simone Molinari, rispettivamente uno studente di Chianocco all’ultimo anno di Medicina e Chirurgia presso l’ospedale Molinette e un medico rostese, anestesista e rianimatore dell’ospedale francese di Briançon.

Il progetto sanitario, da sempre, è il cuore delle nostre attività, perché la salute delle persone viene prima di qualunque altra cosa. L’ultimo viaggio saprà sicuramente rivelarsi come un nuovo punto di partenza da cui riconoscere, studiare e approfondire sempre nuovi progetti che sosterranno, nel tempo, il personale medico che opera con grande coraggio in una zona difficile sotto ogni punto di vista.

"L’esperienza svolta con il personale locale l’ho trovata molto interessante, soprattutto la giornata che abbiamo dedicato alle vaccinazioni dei neonati, perché da noi sono banali (e per alcuni persino dannose) invece lì ho visto mamme percorrere chilometri a piedi per poter vaccinare il proprio figlio."
Edoardo Vai
Studente di Medicina e Chirurgia
"Le necessità, in questo ambito, sono enormi, per questo abbiamo cercato di lavorare in termini di prevenzione, diagnosi e, laddove possibile, trattamento dei problemi di salute, concentrando gli sforzi prevalentemente sui pazienti ipertesi, diabetici e cardiopatici. La risposta della popolazione è stata cospicua, di grande interesse, e ha dato indicazioni su come agire in futuro per implementare ulteriori investimenti in questo settore."
Simone Molinari
Medico
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Comincia oggi una nuova avventura nel cuore della foresta

Dicono che l’Africa ti rimanga sulla pelle, una volta che la vivi. Non importa quanto tempo tu ci sia stato, perché il tempo, oltremare, è relativo. Il ritmo dell’orologio si dimentica al primo risveglio, perché l’Africa è eterna, è una boccata d’aria dopo una lunga apnea, una maestra di vita.

Forse è per questo motivo che alcune persone scelgono di partire, per guardare con i propri occhi quei colori vividi, per percepire su di sé la relatività del tempo, per respirare un’aria che sa di ebano e argilla. Provate a immaginarlo, perché è questo il profumo di Asrama, la rete di villaggi in cui opera la nostra associazione. 

Tra poche ore, mentre poserete distrattamente lo sguardo su queste righe, un gruppo di nove volontari sarà in volo verso Lomé. Ci saranno Anna Maria Vighetto e Ciro Cirillo, i fondatori dell’associazione, che si occuperanno rispettivamente di coordinare il progetto sanitarioe quello educativo. 

Ciroe Anna, undici anni fa, hanno fondato un piccolo centro medico a Tohouédéhoué, nel cuore della foresta e, quest’anno, insieme a Simone Molinari, medico rostese, anestesista e rianimatore dell’ospedale francese di Briançon, e a Edoardo Vai, studente all’ultimo anno di Medicina e Chirurgia presso l’ospedale Molinette, si occuperanno di portare avanti i progetti sanitari.

Per Edoardo le giornate ad Asrama saranno una vera e propria scuola: “Penso che quest’esperienza costituirà una tappa fondamentale del mio percorso formativo, perché mi darà occasione di imparare, ma soprattutto di toccare con mano situazioni totalmente diverse dalle nostre– ha dichiarato – Oltretutto sono contento di poter aggiungere alle attività di area sanitaria anche qualche ora di gioco e animazione con i bambini, momenti che mi permetteranno di divertirmi con loro e regalare tanta felicità”. 

Ebbene sì perché, oltre a Edoardo e Simone, nel gruppo ci saranno altri cinque volontari: Silvia Zaccaria, rostese, logopedista e insegnante di propedeutica musicale per bambini, Paolo Combetto, studente universitario di Chianocco, Claudia Lussiatti, massofisioterapista santambrogese, il dott. In Scienze Forestali Nicolò Anselmetto di Chianocco e chi ora scrive, Alessia Taglianetti, giornalista e studentessa universitaria, di Rosta. Ci occuperemo principalmente di attività ludico-ricreative, tra cui animazione, un laboratorio di musica e due murales. “Con il mio laboratorio proporrò ai bambini la costruzione di semplici strumenti musicali da utilizzare per uno spettacolo finale e, tutti insieme, impareremo la canzone che hanno scritto i bambini della scuola primaria di Condove. Insomma, ci divertiremo con la musica!” – ha spiegato Silvia. 

 

Paolo e Claudia, invece, si occuperanno dell’animazione dei bambini: “Ho appena lasciato il mondo dello scautismo e sono pronto a vivere una nuova dimensione di educazione e servizio a contatto con i ragazzi– ha dichiarato Paolo– Mi lascerò immergere in una nuova cultura e abbandonerò, seppur per un breve periodo, le comodità a cui sono abituato. Il mio obiettivo sarà quello di sviluppare una visione più chiara della realtà, del mondo in cui vivo, senza pregiudizi”. Claudia, capo scout del gruppo Sant’Ambrogio, ha concluso così: “Sono sicura che questa esperienza mi arricchirà e mi farà vivere emozioni uniche. Parto per dare un contributo concreto e per conoscere, finalmente, la comunità di Asrama”.

Infine i murales, ciò che simbolicamente ci ricorda che occorre sporcarsi le mani per ottenere un risultato, ma soprattutto ci fanno capire che nulla è scontato. Giocare, ridere insieme e divertirsi non sono affatto gesti quotidiani, in un luogo dove il diritto all’infanzianon si può neppure tradurre a parole. Si cresce, però, anche così, ed è giusto che tutti i bambini del mondo possano farlo, almeno per un paio di settimane all’anno.