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Parole in circolo sull’ultimo campo d’animazione, cuore del nostro progetto

“La verità è sempre partire. Restare è una bugia, un inganno, la costruzione di un muro che ci separa dal mondo”. La verità è che ci sono luoghi che sono come domande, più li vivi e più ti accorgi di non aver capito nulla, gli interrogativi aumentano e non si può far altro che cercare risposte che, forse, non arriveranno mai.

Dev’essere per questo che alcuni viaggi non finiscono, perché sono avventure senza tempo. Quello di Tengo al Togo, ad esempio, è un viaggio che dura da undici anni. È il viaggio di Ciro e Anna nel cuore della foresta africana, un’esperienza di servizio che è nata dalla necessità di far fronte a un dolore immenso e che cresce con la voglia realizzare piccoli ma concreti progetti di solidarietà a favore della popolazione della foresta d’Asrama.

L’avventura si è conclusa il 4 settembre, dopo quasi tre intense settimane, e vi hanno preso parte, oltre ad Anna, Ciro, Edoardo e Simone (i quali si sono occupati del progetto sanitario e di cui abbiamo parlato nella prima parte del racconto) altri giovani volontari: Claudia Lussiatti, massofisioterapista e scout di Sant’Ambrogio, la logopedista rostese Silvia Zaccaria, Paolo Combetto e il dott. in Scienze Forestali Nicolò Anselmetto, studenti universitari di Chianocco, e chi ora scrive, Alessia Taglianetti, giornalista e studentessa universitaria di Rosta. 

Insieme abbiamo organizzato tante attività e abbiamo trascorso la maggior parte del tempo con i bambini: “Sono rimasta molto colpita dalla loro gioia di vederci e stare insieme, dal primo giorno ci hanno reso parte della comunità coinvolgendoci in giochi e danze tipiche – ha raccontato ClaudiaTengo al Togo abbraccia tutta la popolazione dei villaggi di Asrama, partendo dall’assistenza sanitaria fino ad arrivare ai progetti scolastici che, a mio parere, sono necessari per crescere ragazzi liberi e capaci di scegliere, il tutto anche grazie ai campi d’animazione che danno loro un’occasione di formazione ma anche di completa spensieratezza”.

Una leggerezza tutt’altro che scontata, in un luogo dove i bambini hanno tanti doveri ma ben pochi diritti, dov’è normale vedere un bambino di cinque anni accudire il fratello più piccolo e portarlo a spalle in giro per il villaggio. Bambini che, sin dalla tenera età, si trovano costretti a lavorare nei campi o nelle attività di famiglia e che quindi, fatta eccezione per i pochi giorni in cui si svolgono i campi d’animazione, non vedono mai rispettato (e probabilmente neppure conoscono) il loro diritto all’infanzia, al gioco, al vivere la loro età senza diventare adulti con troppo anticipo.

“Insieme abbiamo cantato, danzato e imparato la canzone scritta dai bambini della scuola primaria di Condove, tradotta anche in francese e in Ewe – ha spiegato SilviaCredo che la disparità tra il nostro mondo e quello africano sia inaccettabile, dunque è doveroso fornire gli strumenti per poter vivere in condizioni dignitose, senza dover lottare quotidianamente per sopravvivere. Inoltre venire a contatto con la cultura africana è un’opportunità di crescita personale, preziosa anche per comprendere e accogliere nel miglior modo possibile coloro che, dopo un viaggio estenuante tra deserto e Mar Mediterraneo, arrivano nei nostri paesi”.

 

L’esperienza in Togo, infatti, ci ha anche dato occasione di costruire un dialogo con alcuni giovani della foresta d’Asrama, i quali ci hanno raccontato il loro quotidiano, una vita colma di tradizioni e momenti di condivisione, ma altrettanto carica di contraddizioni. “È stata un’immersione nei ritmi e nella cultura togolese, un continuo scambio di conoscenze – ha aggiunto PaoloFare volontariato in Africa è un’esperienza talmente illuminante e rigenerante che credo sia più importante per noi, piuttosto che per loro, ma al contempo credo che anche i piccoli aiuti che possiamo portare siano l’unico metodo efficace per combattere la disparità crescente nel mondo, che ho percepito prevalentemente grazie al dialogo con i nostri coetanei, pieni di speranza ma anche di interrogativi: fanno domande taglienti che riuscirebbero a far vergognare chiunque per il semplice fatto di essere europeo”.

 

È difficile da spiegare, ma il volontariato in Africa è forse l’unico strumento che abbiamo per provare a comprendere come gira il mondo: “È un’esperienza profonda e necessaria, ci si deve spogliare di molti pregiudizi, provando a cambiare punto di vista, perché non ci sono molte altre opzioni per vivere la vita dei nostri tempi – ha dichiarato NicolòI nostri confini, i nostri orizzonti, oramai non coincidono più con la Sacra di San Michele come poteva essere 60 anni fa, ma nemmeno solo più con l’Italia o con l’Europa. Il mondo di oggi è globalizzato e, nel bene o nel male, conoscerlo è indispensabile per viverlo”.

Alle considerazioni sul mondo, però, si affiancano sempre momenti di intima riflessione: “Una delle esperienze più forti è stata la visita a Casa Francesco, la tappa fissa che ci ha permesso di tornare al punto di partenza, alla scintilla che ha fatto nascere tutto quanto, quel seme che ha portato alla crescita di Tengo al Togo – ha concluso NicolòQuest’anno è stato particolarmente importante perché era presente anche Anna”.

Qualcuno scrisse che nei viaggi ci sono istanti che sono aperture verso il futuro, altri che sono ricordi, ritorni al passato: questa è l’Africa che abbiamo imparato a conoscere, un luogo in cui passato e futuro si mescolano e danno vita a una condivisione senza tempo, dove per essere amico di un bambino basta porgere la mano e abbracciare con dolcezza, e dove non importa il peso degli anni che ti porti addosso, porterai sempre a casa qualche domanda in più.

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Ultime novità nel centro sanitario della foresta d’Asrama

In un luogo in cui la sanità ha un costo inarrivabile per la maggior parte della popolazione, la più piccola donazione ha un valore inestimabile, il più piccolo gesto fa la differenza. Quest’estate, durante l’ultimo viaggio, abbiamo portato avanti un progetto nato otto anni fa: stiamo parlando del progetto sull’ipertensione, sostenuto nel tempo anche grazie al dottor Marco Canavoso e alla Farma Onlus che, oltre ai farmaci di prima necessità, donano ogni anno ipertensivi.

Continua il lavoro di cura e prevenzione per le mamme in gravidanza grazie all’ecografo donato da una società di apparecchi elettromedicali tramite Luigi Forgia, così come il lavoro sulle parassitosi intestinali dei bambini e il progetto di igiene che promuove tra i più piccoli la buona abitudine del lavaggio delle mani.

A breve partirà un progetto sulla promozione della salute materno-infantile sostenuto dal vescovo Alfonso Badini Confalonieri. Significativa anche la realizzazione della fornitura d’acqua per la scuola dell’infanzia, un’opera di canalizzazione che porterà l’acqua direttamente dal pozzo alle scuole.

L’ultimo viaggio, vissuto tra il 18 agosto e il 4 settembre, ha anche dato occasione di consegnare al CMS di Asrama un elettrocardiografo, un sostegno enorme per il personale che, abitualmente, lavora senza il supporto delle più basiche tecnologie.

Ad accompagnare Anna e Ciro nel difficile compito di gestione del progetto sanitario due giovani volontari: Edoardo Vai e Simone Molinari, rispettivamente uno studente di Chianocco all’ultimo anno di Medicina e Chirurgia presso l’ospedale Molinette e un medico rostese, anestesista e rianimatore dell’ospedale francese di Briançon.

Il progetto sanitario, da sempre, è il cuore delle nostre attività, perché la salute delle persone viene prima di qualunque altra cosa. L’ultimo viaggio saprà sicuramente rivelarsi come un nuovo punto di partenza da cui riconoscere, studiare e approfondire sempre nuovi progetti che sosterranno, nel tempo, il personale medico che opera con grande coraggio in una zona difficile sotto ogni punto di vista.

"L’esperienza svolta con il personale locale l’ho trovata molto interessante, soprattutto la giornata che abbiamo dedicato alle vaccinazioni dei neonati, perché da noi sono banali (e per alcuni persino dannose) invece lì ho visto mamme percorrere chilometri a piedi per poter vaccinare il proprio figlio."
Edoardo Vai
Studente di Medicina e Chirurgia
"Le necessità, in questo ambito, sono enormi, per questo abbiamo cercato di lavorare in termini di prevenzione, diagnosi e, laddove possibile, trattamento dei problemi di salute, concentrando gli sforzi prevalentemente sui pazienti ipertesi, diabetici e cardiopatici. La risposta della popolazione è stata cospicua, di grande interesse, e ha dato indicazioni su come agire in futuro per implementare ulteriori investimenti in questo settore."
Simone Molinari
Medico
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Comincia oggi una nuova avventura nel cuore della foresta

Dicono che l’Africa ti rimanga sulla pelle, una volta che la vivi. Non importa quanto tempo tu ci sia stato, perché il tempo, oltremare, è relativo. Il ritmo dell’orologio si dimentica al primo risveglio, perché l’Africa è eterna, è una boccata d’aria dopo una lunga apnea, una maestra di vita.

Forse è per questo motivo che alcune persone scelgono di partire, per guardare con i propri occhi quei colori vividi, per percepire su di sé la relatività del tempo, per respirare un’aria che sa di ebano e argilla. Provate a immaginarlo, perché è questo il profumo di Asrama, la rete di villaggi in cui opera la nostra associazione. 

Tra poche ore, mentre poserete distrattamente lo sguardo su queste righe, un gruppo di nove volontari sarà in volo verso Lomé. Ci saranno Anna Maria Vighetto e Ciro Cirillo, i fondatori dell’associazione, che si occuperanno rispettivamente di coordinare il progetto sanitarioe quello educativo. 

Ciroe Anna, undici anni fa, hanno fondato un piccolo centro medico a Tohouédéhoué, nel cuore della foresta e, quest’anno, insieme a Simone Molinari, medico rostese, anestesista e rianimatore dell’ospedale francese di Briançon, e a Edoardo Vai, studente all’ultimo anno di Medicina e Chirurgia presso l’ospedale Molinette, si occuperanno di portare avanti i progetti sanitari.

Per Edoardo le giornate ad Asrama saranno una vera e propria scuola: “Penso che quest’esperienza costituirà una tappa fondamentale del mio percorso formativo, perché mi darà occasione di imparare, ma soprattutto di toccare con mano situazioni totalmente diverse dalle nostre– ha dichiarato – Oltretutto sono contento di poter aggiungere alle attività di area sanitaria anche qualche ora di gioco e animazione con i bambini, momenti che mi permetteranno di divertirmi con loro e regalare tanta felicità”. 

Ebbene sì perché, oltre a Edoardo e Simone, nel gruppo ci saranno altri cinque volontari: Silvia Zaccaria, rostese, logopedista e insegnante di propedeutica musicale per bambini, Paolo Combetto, studente universitario di Chianocco, Claudia Lussiatti, massofisioterapista santambrogese, il dott. In Scienze Forestali Nicolò Anselmetto di Chianocco e chi ora scrive, Alessia Taglianetti, giornalista e studentessa universitaria, di Rosta. Ci occuperemo principalmente di attività ludico-ricreative, tra cui animazione, un laboratorio di musica e due murales. “Con il mio laboratorio proporrò ai bambini la costruzione di semplici strumenti musicali da utilizzare per uno spettacolo finale e, tutti insieme, impareremo la canzone che hanno scritto i bambini della scuola primaria di Condove. Insomma, ci divertiremo con la musica!” – ha spiegato Silvia. 

 

Paolo e Claudia, invece, si occuperanno dell’animazione dei bambini: “Ho appena lasciato il mondo dello scautismo e sono pronto a vivere una nuova dimensione di educazione e servizio a contatto con i ragazzi– ha dichiarato Paolo– Mi lascerò immergere in una nuova cultura e abbandonerò, seppur per un breve periodo, le comodità a cui sono abituato. Il mio obiettivo sarà quello di sviluppare una visione più chiara della realtà, del mondo in cui vivo, senza pregiudizi”. Claudia, capo scout del gruppo Sant’Ambrogio, ha concluso così: “Sono sicura che questa esperienza mi arricchirà e mi farà vivere emozioni uniche. Parto per dare un contributo concreto e per conoscere, finalmente, la comunità di Asrama”.

Infine i murales, ciò che simbolicamente ci ricorda che occorre sporcarsi le mani per ottenere un risultato, ma soprattutto ci fanno capire che nulla è scontato. Giocare, ridere insieme e divertirsi non sono affatto gesti quotidiani, in un luogo dove il diritto all’infanzianon si può neppure tradurre a parole. Si cresce, però, anche così, ed è giusto che tutti i bambini del mondo possano farlo, almeno per un paio di settimane all’anno.

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Presentato a Bussoleno il viaggio solidale previsto per la prossima estate

Esattamente una settimana fa, nel salone monsignor Vighetti di Bussoleno, vi abbiamo presentato il viaggio solidale che stiamo organizzando in collaborazione con l’agenzia di viaggi Golden Travel di Bussoleno e la Ciao Travel & Tourism di Lomé.

L’evento di lancio ha avuto luogo nella serata di venerdì 25 gennaio e ha visto la partecipazione di tantissime persone. In un primo momento abbiamo parlato dei progetti realizzati in campo sanitario e scolastico, ma abbiamo anche provato a dare qualche indicazione sulla geografia, la cultura, le tradizioni e la politica locale. 

Dopodiché è intervenuta Mara Bartolotti, la nostra agente di viaggio, la quale ha delineato l’itinerario e il programma indicativo.

 

Tutto si svolgerà tra il 29 luglio e il 12 agosto: abbiamo studiato un percorso intenso, percorreremo quasi 1700 chilometri e vi faremo vivere un’esperienza lontana da qualunque idea possiate avere di turismo.

Partendo da Lomé visiteremo le principali città lungo la costa del Togo e del Benin, dopodiché, passando da Aplahoué, raggiungeremo l’orfanotrofio di Tohoun, poi Asrama e Tohouédéhoué. 

Si tratta dei luoghi in cui operiamo maggiormente con la nostra associazione e questo viaggio solidale ci darà occasione di mostrarvi i risultati di tutti i progetti avviati e sostenuti negli ultimi undici anni.

Proseguiremo poi con le principali tappe di interesse del Togo e, spostandoci sempre più verso nord, raggiungeremo Kandé, ai piedi dei monti Atakora, e visiteremo il villaggio delle Tata, case-fortezza in argilla costruite per ragioni difensive in territorio inospitale dalle popolazioni dei Tambermann e dei Somba, ora patrimonio dell’UNESCO. 

Insomma, questo viaggio si prospetta come una vera e propria avventura alla scoperta del cuore dell’Africa. Nessun safari, nessun resort, solo la natura selvaggia e tutto ciò che la caratterizza.

I posti disponibili sono soltanto quindici, dunque vi consigliamo di contattare al più presto la nostra agente di viaggio Mara chiamando il numero 0122 300003 oppure scrivendo un’e-mail all’indirizzo bussoleno@easynite.it

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10 anni in Togo – Il viaggio

Il viaggio di ottobre, per celebrare i 10 anni di lavoro svolto per la salute, la dignità e l’educazione dei nostri amici togolesi

Ciro, don Cordola e Nicolò sono partiti lo scorso 20 ottobre alla volta di Lomé, e sono arrivati il 22 nella capitale Togolese.
Il loro viaggio ha permesso, ancora una volta, di analizzare le numerose attività previste in diverse zone del Paese.

Le prime attività si sono svolte, appunto, a Lomé, il medesimo giorno del loro arrivo, con una messa di benvenuto. Il giorno dopo è stata poi inaugurata l’area giochi della parrocchia di Fatima in onore di Francesco, la stessa dove si era tenuta la messa.

Nel frattempo, mentre erano a Fatima, il nostro amico Gratien ci ha aggiornato sull’andamento degli interventi dai noi sostenuti contro la palatoschisi. Tutti gli interventi svolti hanno dato risultati ottimi.

Il giorno dopo, Nicolò è andato ad Aného per avviare un progetto di agricoltura che avrà lo scopo di migliorare la quantità di risorse che si possono ottenere attraverso processi agricoli consoni alla situazione ambientale togolese.

Nel frattempo Ciro e don Cordola hanno raggiunto Asrama e hanno consegnato i farmaci al centro medico di Tohouédéhoué e al centro medico di Asrama, donati dalla Farma Onlus.

Nicolò li ha raggiunti il 24 e, insieme, hanno poi visitato la scuola di Kamé, alla quale abbiamo donato 30 banchi, e la scuola materna parrocchiale di Asrama, resa possibile grazie alla donazione dell’ufficio caritativo della Chiesa Cattolica.

I nostri tre viaggiatori hanno poi inaugurato ufficialmente i tre pozzi costruiti insieme a tutta la comunità.

Ciro, Nicolò e don Pierluigi sono poi stati da Sœur Rosaline, nell’orfanotrofio di Tohoun e infine domenica, prima di partire, hanno partecipato alla messa di Asrama inaugurando la madonna del Rocciamelone, portata in Togo un anno prima, e donando una tromba e degli spartiti per il progetto musicale. 

Un viaggio che non è un arrivo, ma una nuova grande partenza.